Mastoplastica additiva: tecnica e informazioni utili

mastoplastica

La chirurgia estetica del seno può aiutare a migliorare l’immagine interiore o esteriore o entrambe, che una donna ha di sé, e cresce la fiducia in relazione alle insicurezze che molte donne hanno su questa parte del proprio corpo.

I problemi possono essere dovuti a un non corretto sviluppo del seno, asimmetria del seno (un lato più grande o più piccolo dell’altro), problemi relativi a un precedente intervento chirurgico al seno o semplicemente a una gravidanza e successivo allattamento con conseguente svuotamento della mammella.

La mastoplastica additiva è fra gli interventi estetici più frequenti cui si sottopongono le donne: questo tipo di intervento è una procedura chirurgica che serve ad aumentare le dimensioni, la forma o il volume del seno; spesso un intervento di questo tipo serve per aumentare la propria autostima.

Nel corso dell’intervento, il chirurgo inserisce un impianto nel seno. Un impianto è un guscio di silicone morbido riempito con gel di silicone o soluzione salina (acqua salata): in commercio esistono numerose varietà di protesi mammarie che si differenziano tra loro per il materiale di cui sono composte, ma, tralasciando quelle ormai obsolete, vediamo che i due tipi più comunemente utilizzati sono quelle con un involucro in gomma al silicone con all’interno o una soluzione salina o un gel al silicone o con altro materiale oleoso che trasmetta elasticità.

Gli impianti salini sono riempiti con diverse quantità di soluzione salina sterile, per esempio acqua salata, contenuta in un guscio di silicone: la quantità introdotta modifica la presenza, la consistenza e la forma del seno. Un vantaggio notevole è che, se una protesi salina perdesse liquido, la soluzione verrebbe assorbita ed eliminata dal corpo in modo naturale.

Gli impianti al silicone consistono in un guscio esterno in silicone riempito con un gel di silicone. Se una di queste protesi perdesse, il materiale rimarrebbe nel guscio o si riverserebbe nella sede della protesi mammaria. Chi sceglie questo secondo tipo di impianto dovrebbe effettuare controlli medici più frequenti rispetto a quelli su impianti con soluzione salina. E’ sufficiente una ecografia per controllare le condizioni degli impianti.

Le protesi sono costituite soprattutto da tre parti:

  • L’ involucro, realizzato da uno o più strati sottili e resistenti
  • Il materiale di riempimento degli involucri
  • Il sigillo, cioè punto dove viene inserito il materiale nell’involucro
  • Il posizionamento corretto lo si ottiene effettuando un taglio (incisione) nella piega inferiore del seno, oppure sotto l’ascella, o lungo il bordo inferiore dell’areola. (L’areola è l’area colorata attorno al capezzolo). Il chirurgo regola attentamente l’impianto per ottenere la forma e la posizione corrette, precedentemente concordate con la paziente. Quindi l’incisione viene chiusa con punti.

Gli impianti possono essere posizionati o sotto il tessuto mammario o sotto il muscolo del torace sotto il seno. Alcuni medici, ritengono che mettere l’impianto sotto il muscolo del petto riduca il rischio di un problema legato all’indurimento del tessuto attorno all’impianto; inoltre questa posizione interferisce meno con una eventuale mammografia di normale controllo.

La scelta del metodo di incisione viene normalmente fatta dalla paziente in comune accordo e su suggerimento del chirurgo. Questa scelta, normalmente dipende da diversi fattori, tra cui l’anatomia del paziente, il tipo di impianto o la semplice preferenza del chirurgo o della paziente.

Contemporaneamente all’aumento di volume del seno, può eventualmente essere fatto un sollevamento dello stesso: quindi, questo intervento chirurgico permette di risollevare un seno cadente, il capezzolo e l’areola. Un lifting del seno richiede un’incisione più grande rispetto a un ingrandimento del seno da solo.

L’intervento di Mastoplastica additiva del seno di solito viene eseguiti in un ospedale o in un centro chirurgico specializzato. Non è necessario pernottare in ospedale a meno che non si verifichino problemi durante l’intervento. L’intervento viene normalmente effettuato in anestesia generale, ma a discrezione del chirurgo, può essere fatto anche in anestesia locale.

Prima dell’intervento chirurgico, la paziente con l’aiuto del chirurgo sceglie la dimensione giusta della protesi. La protesi viene normalmente inserita in una tasca e posizionata o dietro al tessuto mammario, sopra il muscolo pettorale o sotto il muscolo pettorale: in questo secondo caso il decorso post-operatorio potrebbe richiedere più tempo e potrebbe essere leggermente più fastidioso.

Dopo l’intervento, sulle incisioni verranno poste delle garze e il tuo seno verrà avvolto in un bendaggio elastico o supportato da un reggiseno speciale. I punti saranno rimossi entro 7-10 giorni.

Per alcuni giorni dopo l’intervento è normale avere gonfiore, lividi e dolore al seno che possono durare per alcune settimane. Anche una sensazione di leggero bruciore ai capezzoli subito dopo l’intervento rientra nella normalità.

Dopo pochi giorni dall’intervento, e su parere del chirurgo, si torna alla normale routine quotidiana. Tra i consigli sicuramente evitare il sollevamento di carichi pesanti e esercizio fisico faticoso fino al via libera del tuo medico di fiducia.

Le cicatrici dopo l’intervento chirurgico di Mastoplastica additiva del seno si trovano in aree che non sono facilmente visibili, come la piega sotto il seno o l’ascella. Queste cicatrici di solito scompaiono nel giro di pochi mesi.

Le protesi mammarie possono rendere più difficile per una mammografia rilevare il cancro al seno.

Eventuali effetti collaterali possono essere un indurimento del tessuto cicatrizzato attorno all’impianto, una possibile temporanea o permanente perdita di sensibilità nei capezzoli o nel seno.

Un cambiamento indesiderato delle dimensioni o della forma del seno dopo l’intervento chirurgico; modifiche strutturali dell’impianto, che nel tempo può indurirsi, sviluppare increspature o cambiare forma o posizione. Se ciò accade, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per correggere l’imperfezione.

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