Malanni di stagione per i bambini

Febbre

Siamo ormai alle porte dell’inverno, e si sa, i cosiddetti malanni di stagione sono già in agguato e hanno cominciato a colpire soprattutto i bambini, che hanno ancora un sistema immunitario non completamente sviluppato. A pagarne le spese in fatto di preoccupazione sono soprattutto i genitori e in particolar modo le mamme, sempre attente allo stato di salute dei propri cuccioli. Ma quali sono le forme influenzali e le malattie di stagione più frequenti? Come contrastarle?

I malanni di stagione dei bambini

malanni di stagioneI bambini fino a sei anni sono maggiormente soggetti a contrarre forme influenzali, soprattutto se frequentano asili nido e scuole materne, dove entrare a contatto con virus e batteri è estremamente probabile. Durante i mesi autunnali e invernali non è raro che il bambino prenda un raffreddore, un mal di gola, una bronchite o un’otite. Sono tutte forme fortunatamente lievi, che possono portare anche a far salire la febbre, ma che si risolvono in qualche giorno. Non bisogna preoccuparsi di questi piccoli inconvenienti, anche perché servono a far sviluppare il sistema immunitario, in modo che impari a riconoscere il piccolo nemico e a prendere le giuste contromisure nel futuro. Bisogna però anche non prendere queste situazioni sottogamba, in quanto potrebbero peggiorare e sfociare in problemi di salute più gravi.

Cosa fare contro le influenze stagionali?

Con i raffreddori non ci sono rimedi veri e propri, in quanto passano da soli in circa una settimana, ma si può fare qualcosa per alleviarne i sintomi. Usare un aerosol solo con soluzione fisiologica, o degli spray ipertonici per pulire il naso potrebbe essere una buona abitudine, come anche posizionare un cuscino sotto il materasso per permettere al bambino di respirare meglio durante la notte. Per quanto riguarda i mal di gola, che spesso si accompagnano alla difficoltà di deglutire, sono solitamente sintomi di faringite.

Qui bisogna distinguere due casi, cioè se il tutto deriva da una forma virale, nel qual caso non si può fare nulla e bisogna attendere la naturale guarigione, o se dipende da batteri, solitamente streptococco. In questa evenienza è possibile somministrare degli antibiotici, ma solo il pediatra lo può prescrivere dopo un’attenta visita. Per il resto valgono i sempre affidabili rimedi della nonna: il miele è ottimo per alleviare il disagio, anche in presenza di tosse e aiuta anche il sistema immunitario.

E se ha la febbre?

Il discorso di complica un po’ quando ci troviamo di fronte a forti bronchiti, con febbri alte, che possono sfociare anche in polmoniti. Solitamente se nel giro di due o tre giorni, nonostante gli antipiretici per abbassare la febbre, la situazione non migliora o addirittura peggiora, bisogna allarmare il proprio pediatra e capire se si è in presenza di un focolaio di polmonite o meno. In questo caso non è possibile capire se l’origine è virale e batterica e si procede immediatamente alla somministrazione di un antibiotico.

Nei casi di urgenza, o anche nelle ore in cui non c’è il pediatra, per esempio di notte, sarebbe bene portare il bambino al pronto soccorso o chiamare la guardia medica pediatrica, che interviene prontamente a casa per controllare le condizioni di salute del bambino.

Rimangono sempre valide le normali regole di prevenzione, come il lavarsi spesso le mani, soprattutto prima di mangiare, avere un fazzoletto a portata di mano per non tossire o starnutire per evitare la dispersione nell’ambiente dei microrganismi., e soprattutto soggiornare in ambianti ben areati, con un buon ricambio d’aria e un livello di umidità ottimale, che contrastano il proliferare dei germi.

 

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