Il riso venere: come cucinarlo e benefici

Il riso venere, peculiare qualità di riso con chicchi di colore nero, è un alimento che si presta alla realizzazione di numerose ricette grazie al suo colore elegante.

Ma non solo: si tratta di un prezioso alleato per la salute e per la dieta, poiché ricco di nutrienti. Seppur tipico della Cina, la varietà venere, ottenuta dall’incrocio tra un riso orientale ed uno nazionale, è coltivata nel nostro Paese, sia in Sardegna che in Pianura Padana.

Il riso in questione è molto pregiato e purtroppo ha anche un costo abbastanza elevato, se lo si confronta con quello degli altri prodotti simili sul mercato.

I benefici del riso venere

Questo alimento è davvero un toccasana per la salute dell’organismo. Contiene numerosi nutrienti, vitamine del gruppo B, minerali come il magnesio ed il potassio, antiossidanti come gli acidi grassi essenziali, manganese e selenio.

Aiuta la flora batterica dell’intestino e contribuisce, allo stesso modo delle fibre, allo sviluppo dei batteri buoni. Queste sue caratteristiche lo differenziano dalle altre varietà di riso, anche perché contiene in misura maggiore fibre e ferro, e in quantità minore gli zuccheri.

Inoltre, si tratta di un alimento privo di glutine e quindi indicato anche nelle alimentazioni per chi soffre di celiachia, intolleranze al glutine. Per quanto riguarda le calorie contenute in questa tipologia di riso, sono circa 346 ogni 100 grammi.

Ovviamente sono da sommarsi a quelle contenute nel condimento, quindi per delle diete ipocaloriche è necessario dosare bene tutti i prodotti da inserire nella ricetta e controllare che non si superi l’apporto giornaliero consigliato da un esperto.

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Come cucinare il riso nero

Questa tipologia di riso dai peculiari chicchi neri ben si adatta a numerose preparazioni.

Bisogna, però, sottolineare che non si tratta di un tipo di riso che è possibile utilizzare per cucinare i classici risotti. Un ulteriore consiglio è quello di evitare di cucinarlo al vapore.

Questo tipo di prodotto è adatto, invece, alle insalate di riso, ed in genere ai piatti freddi, perché mantiene bene la cottura ed i suoi chicchi rimangono ben croccanti ed al dente. Basta bollirlo in abbondante acqua salata, per il tempo indicato sulla confezione.

Quando si lascia poi raffreddare, bisogna farlo a temperatura ambiente, e non sciacquarlo con acqua fredda: in questo caso si potrebbero perdere i preziosi nutrienti di cui è composto.

Occorre poi condire con un filo d’olio in modo da evitare che i chicchi possano attaccarsi fra loro. Si può procedere ora al condimento, per ottenere gustose (e salutari) insalate di riso da portare magari in gita al mare. Una combinazione gustosa di ingredienti da aggiungere sono gamberetti, salmone affumicato, avocado, con qualche goccia di limone per un contrasto acido.

Ma anche rucola e striscioline di speck, o fesa di tacchino, bresaola, e tocchetti di formaggio che possano mantenersi dopo una giornata fuori. Per una ricetta vegetariana, invece, è possibile condire la propria insalata di riso con verdurine fresche, come pomodorini e piselli.

Ovviamente le modalità di preparazione sono davvero tante, basta seguire piccole accortezze e aggiungere ingredienti secondo il proprio gusto personale.

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