Danni da vaccino, come si chiede un risarcimento

lorenzin

In questo periodo molti genitori si ritrovano confusi e spaventati e si chiedono se esistono davvero i danni da vaccino o sono solo una fake diffusa sui social. Ebbene, purtroppo esistono i danni da vaccino ed esiste anche la possibilità di richiedere un risarcimento, sebbene si tratti di un percorso lungo e difficile. Purtroppo, invece, i casi di danni non sono così rari come si tende a dire mettendo le mani avanti, oggi ci sono ancora molti nervi scoperti per quanto riguarda il funzionamento della farmacovigilanza in Italia e si tende a non correlare mai eventuali danni col vaccino, però i danni ci sono.

Cosa dice la legge 210/92

Pubblicata in Gazzetta ufficiale del 6 marzo, n 55, la Legge del 25 febbraio del 1992, n. 2010, norma l’indennizzo per i soggetti danneggiati da vaccino e da trasfusioni. La legge recita così: “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge. ” In cosa consiste questo indennizzo? In un assegno non reversibile corrisposto in base ai parametri di una tabella allegata alla legge del 2 maggio 1984.

Ma come si fa a ottenere tale indennizzo, è un percorso semplice? Non lo è per niente, soprattutto oggi alla luce di quanto accaduto e che sempre più si tendono a non correlare problemi e disagi post vaccinazione alla vaccinazione medesima. In generale, comunque, ci si deve rivolgere al Ministero della Salute. Esatto, proprio quello che obbliga oggi a vaccinare, è lo stesso che poi dovrebbe risarcire eventuali danni. Si deve quindi inoltrare domanda al Ministero della salute entro un termine massimo di tre anni, tempistica che deccorre dal momento in cui il facente richiesta è venuto a conoscenza del danno.

Quali prove occorrono

danni vaccinaliTanto per cominciare serve una lunga documentazione che provi quando è avvenuta la vaccinazione, occorrono tutti i dati relativi al vaccino, quindi è fondamentale, quando si vaccina, verificare sempre che sul libretto del bambino venga apposta l’etichetta con il numero di lotto. Occorre poi documentare le manifestazioni cliniche del disagio e fare in modo che queste vengano riconosciute come conseguenti alla vaccinazione. Difficile come detto al giorno d’oggi data la tendenza a non riconoscere mai i vaccini come causa di alcun che. Bisogna poi dimostrare che l’infermità e le lesioni sono permanenti.

Cosa può fare un genitore

Il genitore che decide di vaccinare deve sempre poter verificare che il bambino non sia allergico ad alcuna componente del vaccino, che non abbia riportato reazioni avverse nelle precedenti sessioni vaccinali e, se possibile, deve girare un video che attesti le capacità cognitive e funzionali del bambino prima dell’avvenuta vaccinazione. In caso di danno, invece, è consigliabile rivolgersi a uno studio legale, vedi per esempio http://studiolegalereale.com, per avere un’adeguata assistenza durante tutto il percorso di richiesta di risarcimento del danno.

Purtroppo si tratta di un sentiero lungo, basti pensare che alcuni soggetti che hanno riportato danni da vaccino della polio di tipo Sabin stanno ottenendo ora il risarcimento, a distanza di circa 30-40 anni, per farsi un’idea.

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