Storia dell’azienda ENI

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1953: Nasce l’ENI

 

Dopo anni di insuccessi, l’AGIP della quale già stata paventata la chiusura, finalmente nel 1945 scopre dei ricchi giacimenti di petrolio in val Padana.

Sulle ali dell’entusiasmo e grazie ai ricavi provenienti dall’Emilia prima e poi dai pozzi rinvenuti a Gela e a Supercortemaggiore, nel 1953 il governo fonda l’ENI (ente Nazionale Idrocarburi).

Questa a differenza dell’AGIP, l’ANIC, la SNAM e altri gruppi minori che furono adibiti all’estrazione dal suolo italiano, avrebbe avuto il compito di creare e promuovere partnership ovunque nel mondo, che avrebbero consentito ritorni economici in termini di approvvigionamento di greggio.

Fortemente voluta da Alcide De Gasperi e da Ezio Vanoni l’ENI con a capo Enrico Mattei, si rivela da subito un’azienda strategica nella fornitura di greggio al paese.

Mattei per prima cosa crea una rete di distributori (Motel Agip) e un efficace gasdotto nazionale, acquista aziende come la Lanerossi, il Pignone e il SIR in piena crisi e sull’orlo del default, per poi dedicarsi a stilare accordi con i principali paesi produttori di idrocarburi.

 

Il metodo Mattei

 

Già negli anni 20 dopo la prima guerra mondiale, noi italiani lavoravamo alla creazione di una rete idrica in Libia.

Cercavamo acqua nel deserto che poi si rivelò ricco di ben altri prodotti.

Fu Ardito Desio un giovane geologo responsabile dei lavori a Misurata che per primo intuì la probabile presenza di idrocarburi in quantità notevoli.

Desio venne poi allontanato dal progetto e divenne famoso per aver scalato il K2.

La Libia e tutto il Nord dll’Africa negli anni 50 e 60 divennero i principali produttori di greggio al Mondo e l’ENI di Enrico Mattei ebbe la capacità di entrare in collaborazione con tutti i principali paesi produttori, barattando tecnologia e gasdotti in cambio di greggio.

Fu quello che venne battezzato “il metodo Mattei” a procurare all’Italia un ruolo primario nel Mondo dell’energia.

Ovunque ci fosse petrolio nel mondo,una parte era destinata all’Italia. Oltre all’Africa Mattei si assicurò il petrolio russo e nel 1976 poté contare sulla scoperta di due grossi pozzi nel mare del Nord, da parte di ENI.

L’ENI andava rafforzandosi sempre più e Mattei coltivava nemici in patria come tra le 7 sorelle (le aziende petrolifere euro-americane).

Nel 1962 nuore in un attentato.

 

Una realtà sempre al passo coi tempi

 

Negli anni successivi l’ENi fu parzialmente ceduta ai privati e soggetta ad una gestione allegra negli anni 80 e 90, fino al coinvolgimento in tangentopoli.

Negli anni tra il 95 e il 2002 lo Stato ha ceduto ulteriori quote conservandone comunque il controllo, ritenendo ancora il 30% tra Ministero del Tesoro e Cassa depositi e prestiti.

Questa in base alla legge 474 del 30 Luglio 1994 detiene la Golden Share, una serie di privilegi e priorità rispetto agli azionisti privati.

Eni tutt’ora detiene contratti di collaborazione con la Russa Gazprom, attraverso i quali è autorizzata allo sfruttamento dei pozzi siberiani.

Nel 2008 ha acquistato la belga Distrigas ed è attualmente leader di mercato nel gas naturale in buona parte dell’Europa.

Nel 2015 ha fondato la Energy Solutions, una consociata che promuove le energie rinnovabili.

ENI è uno degli orgogli del bel Paese e sin dalla nascita si è rivelata efficiente e lungimirante.

Oggi il Presidente è Emma Marcegaglia e l’Amministratore delegato Claudio De Scalzi.

 

Fonte: www.emergenzalavoro.com

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