Cosa guardare in tv: le serie

serie tv americane

Le serie tv sono la cosa migliore che c’è in giro nel campo del multimediale e della fiction. È opinione diffusa e largamente condivisa da pubblico e critici ed è la dimostrazione che la televisione è capace non solo di rincorrere stili e modalità corrivi e mediocri, trasformando gli everyman in eroi e non producendo che miti mediocri, ma è anche capace di soddisfare palati raffinati con prodotti pensati, ben strutturati, complessi da seguire e quindi capaci di stimolare la nostra intelligenza. Gli Usa sono protagonisti, come è ovvio, in questa vicenda, ma non sono i soli: esistono serie nordiche di successo (la danese The killing, ad esempio), o israeliane (come l’originale In treatment, che poi ha avuto edizioni americane e non solo (c’è anche quella italiana con Sergio Castellitto nei panni dello psicoanalista). E ci sono anche le serie originali italiane che hanno avuto successo all’estero, come Gomorra o prima Romanzo Criminale, serie che fanno sperare che la televisione italiana sia capace di fare di meglio delle mediocri fiction nostrane dedicate a santi, eroi e navigatori italiani.

I generi toccati dalle serie televisive sono tanti: dal thriller, alla commedia, dall’horror alla fantascienza, generi che non presentano significative novità rispetto all’immaginario cinematografico; in questo non c’è ancora uno specifico televisivo capace di imporre un nuovo genere. Le novità sono però evidenti, e fanno comprendere come le serie tv dipendano anche da altri media, a parte il cinema, ad esempio i video giochi. Se si vuole la serialità televisiva è anzi più debitrice del video gioco che del cinema. Le migliori serie in fatti non hanno una fine prevedibile, non sono chiuse in se stesse, non si dirigono verso un finale, magari aperto, ma che chiude la storia. Le serie spesso sono costruite come dei videogiochi, superato un livello ce n’è uno nuovo da superare, sempre più difficile, ma che non lascia intravvedere il finale. Non è sempre così, esistono serie (una tra tutte: la magnifica True Detective), che si concludono, ma non è la caratteristica evidente.

Prendiamo una delle più seguite in questo momento: The Walking Dead, dedicata a un mondo sconvolto dall’epidemia zombie è già alla quinta serie e non intravvede una direzione. Il punto è che fin quando il pubblico lo seguirà ci saranno nuove serie, quando si stancherà si troverà un finale, magari affrettato, che abbandonerà i personaggi al loro destino. Il marketing, altro elemento di modernità, è il driver delle serie, che hanno appunto nella serialità la loro caratteristica e fin quando il pubblico ama, vorrà fare sempre nuovi giri, seguire i protagonisti nei nuovi livelli di complessità. Chi è abituato alla forma chiusa novecentesca (e ottocentesca per quel che riguarda il romanzo), se ne deve fare una ragione.

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